Una storia di amore e tragedia lunga un secolo

 

Di Anna C. Foschi

La comunità di Revelstoke, la pittoresca cittadina nel cuore della British Columbia, è sorpresa e commossa quando un giovane regista italiano vi è giunto per trovare le tracce del suo bisnonno morto in un incidente sul lavoro cento anni prima. Il giovane si chiama Nicola Moruzzi e il documentario che ha girato nella sua lunga peregrinazione nei luoghi dove l’ antenato aveva vissuto è Revelstoke: un bacio nel vento / Revelstoke: A Kiss in the Wind presentato a Vancity Theatre il’8 maggio scorso, già incluso nella cinquina dei migliori documentari del premio David di Donatello 2016 e vincitore del Premio UniCredit Pavilion al Festival internazionale del Documentario Visioni dal mondo 2015.
Angelo Conte aveva 28 anni quando il 15 ottobre 1915, la caduta improvvisa di un grosso macigno pose fine alla sua vita mentre lui lavorava alla Canadian Pacific Railway come operaio trivellatore sul Connaught Tunnel presso Revelstoke. Era arrivato in Canada nel 1913, da Valstagno in provincia di Vicenza, per lavorare nella terra promessa”canadese dove si favoleggiava fosse possibile accumulare grossi guadagni in breve tempo. Angelo lascia in Italia la moglie Anna, incinta della loro figlia Gigetta, e una volta arrivato a Vancouver, dove aveva un fratello, incontro le prime delusioni. Il lavoro era saltuario e malpagato, lui dovette probabilmente adattarsi a vivere in una casa, al 423 di Prior Street, in condividendola con altri immigrati. Da Vancouver a Kamloops, sempre accettando lavori faticosi, da Kamloops finalmente a Revelstoke con un lavoro sicuro alla CPR dove da manovale si era guadagnato una piccola promozione a trivellatore, cosa che come scriveva alla mogliel, lo rendeva felice. Fu proprio mentre trivellava la roccia nel tunnel che la frana lo seppellÌ parzialmente. I compagni accorsi cercarono di estrarlo e lo posero su una barilla improvvisata, con un poco di fieno per farlo stare più comodo. Sopravvisse soltanto 15 minuti dopo essere stato colpito dal macigno, come risulta dalla scarna descrizione dell’ incidente fatta dai dirigenti dei lavori e conservata presso gli archivi governativi a Victoria.
Negli anni trascorsi in British Columbia, Angelo scrisse cinquanta lettere alla moglie, documentando le speranze, le delusioni, le incertezze e la bruta fatica a cui gli uomini erano sottoposti ogni giorno. Acuto osservatore, riflessivo e dotato di una naturale capacità di esprimersi in modo chiaro e con immagini avvincenti, le sue parole evocano esistenze fatte di sacrifici e solitudine stoicamente sopportati, come quando descrive é’ impression provata nel vedere le facce stravolte dei minatori alla fine del turno in miniera, un lavoro che lui aveva rifiutato, attento come era a conservare la salute intatta in vista del ritorno.
La sua calligrafia elegante e precisa dimostra che Angelo aveva una certa istruzione. In Itaila infatti lavorava nel ramo commerciale ed era partito per poter raccogliere in fretta I denari per saldare alcune pendenze commerciali. Quelle lettere, quella storia, rimasero ignorate per decenni. La moglie di Angelo, Anna, morÌ quattro anni dopo e la loro figlia Gigetta fu allevata dalla famiglia adottiva. Si sposa, ebbe sei figli e oltrepassa la soglia dei novanta anni ma non volle mai aprire e leggere le lettere del padre che non aveva mai conosciuto. Eppure, quella lontana perdita famigliare, quello strappo nella continuità del tempo e del sangue continuarono a proiettare una zona d’ombra, ad alimentare un dolore mai risolto attraverso le generazioni, finché Nicola, il pronipote, dopo aver letto le lettere con l’aiuto della anziana zia, decise di affrontare il lungo e incerto viaggio alla ricerca delle proprie origini.
Il documentario, ambientato in tutti I luoghi dove Angelo Conte aveva soggiornato, ha momenti di altissima potenza emotiva.
La parte finale, quando alla ricerca del punto preciso indicato dalle mappe e i tracciati di lavoro dell’ epoca, Moruzzi, la sua compagna Irene e alcuni ricercatori storici e tecnici della ferrovia si inoltrano nel buio lugubre del tunnel abbandonato, comunica una vibrazione palpabile di angoscia e allo stesso tempo di sollievo e chiusura emotive che finalmente risolve in maniera catartica il mistero di una morte durato cento anni, e la pena per il vuoto che questa scomparsa aveva lasciato nelle vite dei discendenti. Moruzzi giustamente sottolinea come gli avvenimenti dolorosi hanno una continuità generazionale, si trasmettono di generazione in generazione a volte a livello inconscio ma con una lacerante sensazione di incompletezza e di perdita.
Il documentario ha però la luce della speranza, della tenacia che lo ha spinto a cercare di chiudere il cerchio e a trovare ,insieme alle risposte concrete sulla natura dell’ incidente occorso ad Angelo, anche una guarigione spirituale. L’ incontro con le tante persone che hanno offerto aiuto e solidarietà, ricercatori, collezionisti, storici, tecnici e specialisti ferroviari, archivisti storici, e il calore e l’ appoggio della locale comunità italiana sono elementi di questa dimensione positiva che il filmato comunica allo spettatore.
Moruzzi e la compagna Irene hanno incontrato I componenti del ramo canadese della grande famiglia Barazzuol, sparsa in tre continenti, nella cui vecchia casa a Strathcona Angelo aveva abitato durante il suo soggiorno a Vancouver.
Nel documentario compaiono anche molte persone della comunità italiano, sia immigrati di vecchia data che arrivi recenti come Jlenia Zago e Diego Marchi. Susan Bertoia, attrice vancouverita, e Stefano Scandaletti prestano la voce ai due sfortunati sposi.
Una serie di filmati e fotografie d’ epoca, raccolti con paziente determinazione, aggiungono non soltanto enorme interesse storico ma anche un indefinibile senso di realtà alternativa, come se ci addentrassimo dentro la vicenda stessa, come se camminassimo a fianco di Angelo e lo ascoltassimo leggere le sue lettere alla moglie lontana, come se vivessimo anche noi la sua solitudine e il suo testardo sogno di un ritorno a casa che non si sarebbe mai realizzato.

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