Macron è stato eletto presidente

Emmanuel Macron ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi. Ha vinto Macron e ha vinto il buonsenso, se così si può dire, perché tanti elettori che non vedevano in lui il presidente dei sogni hanno deciso di votarlo per evitare l’incubo Marine Le Pen, la leader xenofoba e antieuropeista del partito di estrema destra Front National.
Secondo gli exit poll diffusi alla chiusura dei seggi, Emmanuel Macron è stato eletto presidente della Francia con un risultato tra il 65,5% e il 66,1% dei voti, mentre Marine Le Pen si ferma tra il 33,9% e il 34,5%. Esultano gli elettori di En Marche! ma già c’è polemica sulla bassa affluenza. Con oltre il 25%, l’astensionismo raggiunge un record storico dal 1969. E’ invece record storico assoluto di schede bianche, il 12%. I francesi hanno scelto la continuità, ha detto Marine Le Pen ammettendo la sconfitta. Sconosciuto fino a due anni fa, di talento ma inesperto, sicuro di sé al limite del narcisismo, oggi Macron, candidato indipendente di centro con il suo movimento En Marche!, ha fatto definitivamente crollare un sistema che già aveva mostrato clamorosi segni di cedimento al primo turno, quando per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica i candidati dei due partiti alla base del sistema politico francese, il centrosinistra del Partito Socialista e il centrodestra dei Repubblicani, hanno preso insieme il 26% dei voti senza avere accesso al secondo turno. Macron non ha alle spalle né un’interminabile carriera politica né il sostegno di un grande partito. E’ stato consigliere di Hollande, poi vicesegretario generale all’Eliseo e infine ministro dell’Economia fino al 30 giugno 2016. A 39 anni diventa il più giovane presidente della Quinta Repubblica, o almeno di ciò che ne rimane. Perché questo è un risultato che, a prescindere dalle simpatie di ciascuno, segna la fine di un’epoca. Non c’è più la Quinta Repubblica, quella nata nel 1958 sotto la guida del generale Charles De Gaulle e che per quasi sessant’anni ha garantito l’alternanza tra destra e sinistra, con istituzioni solide e un quadro politico sempre chiaro. Socialisti e gollisti, rappresentati da Benoit Hamon e François Fillon, dopo la sconfitta al primo turno avevano invitato i loro elettori e le loro elettrici a votare contro Le Pen e dunque per Macron. Anche Jean-Luc Mélenchon, candidato dell’estrema sinistra che al primo turno aveva ottenuto il 19,6 per cento, pur senza dare alcuna indicazione di voto, prima del ballottaggio aveva parlato del terribile errore di un eventuale voto a sostegno del partito di estrema destra del Front National. Lo stesso presidente uscente François Hollande aveva chiesto di votare per Macron al secondo turno. Il fronte repubblicano per bloccare la strada all’estrema destra ha avuto la meglio. Ma ora, scongiurato il pericolo Le Pen, si apre una fase inedita nella nascente Le idee, il programma e la vita privata: chi è Emmanuel Macron. Né di destra né di sinistra, ministro della Repubblica per due anni ma fuori dai giochi di partito, di ispirazione liberale in economia, di sinistra sulle questioni sociali. E’ con questo profilo da outsider che Emmanuel Macron ha conquistato la Francia. La candidatura dell’ex ministro dell’economia nel governo Valls era stata sottovalutata: 39 anni, nessuna esperienza internazionale e soprattutto nessun grande partito alle spalle, solo il suo En Marche! fondato appena nel 2016. E invece quella che doveva essere la sua debolezza si è trasformata nel suo punto di forza: Macron, da centrista, è riuscito a presentarsi (e a vincere) come candidato di rottura ma senza gli estremismi di Le Pen, l’uomo da votare per voltare pagina ed eliminare la vecchia politica senza rischiare. Volto di un cambiamento prossibile e presentabile in una Francia scossa da due anni di attentati e terrore. Fortemente europeista e contro ogni nazionalismo, noi siamo patriottici dice, è l’uomo che fa tirare un sospiro di sollievo a tutta Europa. Un uomo diverso anche nella vita privata: la moglie Brigitte Trogneux sempre al suo fianco in campagna elettorale è la sua ex insegnante di francese, e ha 25 anni più di lui. Un’immagine di rottura della coppia presidenziale tradizionale che sembra aver giocato in favore del candidato di En Marche. Le idee, il programma e la vita privata: chi è Emmanuel Macron.
A 39 anni diventa il più giovane presidente della Quinta Repubblica, o almeno di ciò che ne rimane. Il quotidiano francese Le Monde ha analizzato a fondo il suo programma elettorale. Vediamolo nel dettaglio.
Europa, Macron è favorevole all’Europa e propone di accelerare il processo di integrazione europeo, creando la carica di ministro dell’Economia della zona euro.
Immigrazione: Macron è favorevole a rinforzare i controlli sulle frontiere europee e ad accorciare il processo per esaminare le richieste di asilo. È favorevole a mantenere la maggior parte delle altre leggi che attualmente regolano l’immigrazione.
Spesa pubblica : Macron vuole tagliare 60 miliardi di euro di spesa pubblica, in particolare eliminando 120 mila posti di lavoro pubblici nei prossimi cinque anni e rimodulando il sussidio di disoccupazione.
Funzionamento della politica: Macron è favorevole a ridurre di un terzo il numero dei parlamentari e propone di introdurre un limite di tre mandati consecutivi per l’elezione a qualsiasi carica pubblica.
Pressione fiscale: E’ favorevole a piani per la riduzione delle imposte.
Commercio internazionale: Macron è favorevole agli accordi commerciali ed è l’unico candidato presidente ad aver appoggiato il CETA, l’accordo commerciale tra Unione Europea e Canada.

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