Cinque poeti italiani si raccontano in un nuovo volume

Di Anna C. Foschi

La poesia parla alla mente e al cuore un linguaggio universale, che non si ferma di fronte agli ostacoli della distanza, del tempo o di altri impedimenti che spesso sono capaci di minare le relazioni umane. La voce dei poeti sorpassa le barriere linguistiche e culturali perché trova risonanza nei nostri pensieri, nelle nostre azioni quotidiane. Da pochi giorni è approdato sul mio tavolo di lavoro un nuovo volume di poesia che raccoglie opere di cinque autori italiani contemporanei. Ho potuto avvicinarmi ai loro scritti grazie alla cortesia di Sandro Angelucci , autore con il quale ho stabilito un sodalizio artistico.
Inchiostri digitali. Contemporaneità, pubblicato da Blu di Prussia, una casa editrice di Monte Castello di Vibio che investe sulla qualità più che sui facili successi di vendita, offre uno sguardo sulla produzione poetica di cinque scrittori italiani: Sandro Angelucci, Sheiba Cantarano, Angelo Andreotti, Umberto Vicaretti e Anna Vincitorio.
Di Sandro Angelucci, uno degli autori, il quale vive a Rieti ed è un poeta, critico letterario e saggista insignito di numerosi premi letterari abbiamo parlato ai nostri lettori in un recente articolo sul suo ultimo libro Si aggiungono voci.
CosÌ pure ci siamo fatti un impegno di presentare ai nostri lettori l’opera di Anna Vincitorio che nel corso della sua lunga carriera artistica si è affermata come romanziera, poetessa e traduttrice di classici. Ad Anna mi lega una antica amicizia che risale agli anni dell’adolescenza a Firenze ed è stata lei il filo conduttore che mi ha permesso di accostarmi a persone che sento affini e vicine pur non avendole mai incontrate.
Alcune delle voci poetiche che ho ascoltato leggendo il libro, nuove per me ma non certo per il panorama letterario in Italia, hanno portato squarci di realtà quotidiana filtrata e sublimata, emozioni appena sussurrate e proteste gridate contro le ingiustizie del mondo, visioni e impressioni fugaci fermate e formate in immagini poetiche.
Di tanta abbondanza di ispirazione possiamo condividere con i nostri lettori soltanto una piccolissima parte, per esigenze di spazio, ma vorrei almeno offrire la lettura di “ Fu lungo il giorno” di Umberto Vicaretti e di “Acquarello” di Sheiba Cantarano, e fornire qualche cenno biografico sugli autori.
Umberto Vicaretti, filosofo, poeta e critic, nato a Luco dei Marsi, ha vinto innumerevoli premi letterari.
Le sue opera compaiono in diverse antologie pubblicate in Italia tra cui, per la serie de “L’altro Novecento”: la poesia etico-civile in italia (1997); la poesia centro-meridionale e insulare (1999); la poesia “onesta” (2006).
L’ altra voce femminile in “Inchiostri Digitali” è quella di Sheiba Cantarano, una artista eclettica che vive a Latina e si interessa, tra l’altro, di teatro come attrice, presentatrice e insegnante di dizione. Ha pubblicato con Blu di Prussia la raccolta di poesie “L’angelo guardiano” che ha suscitato grande interesse da parte di critica e pubblico. Nel 2005, sempre con la stesso editore, ha pubblicato “Squarcio di melagrana la tua bocca”. Ha vinto il Primo Premio della XVI Biennale di Letteratura Monti Lepini nel 2014.
Angelo Andreotti vive e lavora a Ferrara, dove dirige i Musei d’Arte Antica e Storico-Scientifici. Come saggista si occupa di arti visive, museologia e letteratura. Nell’ambito della scrittura creativa, ha pubblicato: Porto Palos (2006); La faretra di Zenone (2008); Nel verso della vita (2010);
Parole come dita (2011, con il quale ha vinto il premio Caput Gauri 2013); Dell’ombra la luce (2014).
È tra i fondatori dell’Accademia del Silenzio.

Fu lungo il giorno
Non so se adesso il giorno ha più memorie,
né se la notte accende altre chimere:
fiori di loto e lune tramontate
calarono sipari d’ ombre e fumo,
muri alzarono contro l’ orizzonte.

Non hanno sogni I vecchi, né più fuochi;
non rammentano voli e più non sanno
se fu il verde dei monti o il blu del mare
a sciogliere i tramonti
in fondo agli occhi;
se furono le allodole o i gabbiani
a volare sul filo delle aurore.

E le mani che strinsero tremanti
ragazze dale labbra di albicocca,
le levigò la gòmena agli approdi,
oppure il grano e l’uva delle vigne?

Fu lungo il giorno
dura la fatica.
Quanti rosai si arresero all’ autunno
quanti sorrisi consumò il dolore!

Ora è già sera e i vecchi, il passo incerto,
risalgono la china delle stelle
e annotano le rotte della luna.
E noi, che non sappiamo più volare,
noi che perduto abbiamo tenerezze,
assenti e indifferenti li lasciamo
randagi e soli ai margini del cuore.

Ma i vecchi hanno alla fonda barche azzurre,
e tessono segretamente vele
da issare al vento verso un’ altra riva.

Umberto Vicarietti
(In Inchiostri Digitali. Blu di Prussia. Perugia.2016. Tratto da La Terra irraggiungibile. 2006)
Acquarello

Ogni giorno dopo il meriggio
Il rosso di cinabro bagna
Il mio balcone con dita di fuoco.

Sheiba Cantarano
(In Inchiostri Digitali. Blu di Prussia. Perugia.2016. Tratto da L’angelo guardiano, 1999 Blu di Prussia.)

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