Progetto Centro Culturale Italiano di Vancouver

Egregio Direttore,
La prego di pubblicare questa mia letter a circa il progetto del Centro Culturale Italiano di Vancouver, presentato il 9 marzo scorso e non approvato dall’assemblea dei soci.
Comincio col dire che essendo il sottoscritto esperto in edilizia e anche delegato dell’assemblea dei soci donatori del Centro Culturale Italiano mi sento moralmente in dovere di chiarire alcuni aspetti che destano preoccupazione riguardo al futuro del Centro Culturale Italiano.
Per prima cosa, non ci è stato detto che i fabbricati esistenti sarebbero stati demoliti, per un valore di oltre 35 milioni di dollari perduti, soldi non recuperabili dalla ditta Bosa.
Inoltre è stato detto e pubblicato che la ditta Bosa avrebbe costruito una superficie residenziale di 528,400 piedi quadrati, pari a 1,000 appartamenti di 528 piedi quadrati l’uno. E non è stato detto nulla circa la superficie commerciale che la ditta Bosa avrebbe tenuto per sé.
Secondo le cifre pubblicate il Centro Culturale Italiano di Vancouver avrebbe ricevuto una superficie di 105,000 piedi quadrati, di questi 80,000 rifiniti e 25,000 allo stato grezzo finalizzato alla realizzazione di un ristorante, una trattoria, un’osteria e un campo bocce. Il tutto a spese del Centro Culturale Italiano di Vancouver.
Per di più non è stato detto che tutto il terreno del Centro di 4,44 acri sarebbe stato trasferito a un’altra società, la Strata Corporation, della quale la ditta Bosa avrebbe acquistato l’83% lasciando al Centro Culturale Italiano di Vancouver solo il 17% della proprietà.
Non e’ stato poi detto che il Centro Culturale Italiano di Vancouver sarebbe stato obbligato a pagare una quota condominiale (Strata fees) che, calcolando la portata di tutto il progetto e il relativo costo di gestione, sarebbe stata non meno di 3 milioni di dollari all’anno di cui, il 70% a carico del e Centro Culturale Italiano di Vancouver, pari a 510,000 dollari all’anno, ossia 42,500 dollari al mese. In tal modo, il Villaggio Italiano cui si vorrebbe dar vita, è di fatto irrealizzabile da un punto di vista economico e finanziario.
I sostenitori del “sì”, si sono inventati una serie di problemi sui fabbricati del Centro. Voglio ribadire che i problemi si risolvano soltanto con personale adeguato, responsabile, e che una cattiva gestione danneggerà in modo irreparabile il Centro Culturale Italiano di Vancouver, che proprio quest’anno compie 40 anni.
Infine ringrazio IL MARCO POLO per l’ospitalità e invio cordiali saluti,

Rinaldo Finamore
14.03.2017 Vancouver BC
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