Local Parish Pulls Newspaper For Readers Due To Archaic Views Of Indecency

Cari lettori del Marco Polo, al 20 gennaio, la nostra redazione ha ricevuto una telefonata da Padre Leonardo Rocha della Parrocchia St. Helen di Burnaby nel corso della quale ci è stato chiesto, per il futuro, di non consegnare più alcuna copia del nostro giornale alla Parrocchia stessa.
Sono io ad avere l’ultima parola, in questa chiesa, ci ha detto Padre Rocha quando gli abbiamo chiesto spiegazioni nel corso di una conversazione telefonica. E ha aggiunto: Ho deciso di rifiutarmi di accettare il giornale a causa delle foto della ragazza nuda in prima pagina. Nessuno vi ha mai chiesto di portare il giornale alla chiesa: non abbiamo mai avuto l’intenzione di comprarlo e voi lo avete portato qui perché voi volevate mettere su un business con noi. Vi ho chiesto di smettere di consegnarlo alla chiesa perché, ripeto, io sono quello che comanda, qui.
E quando abbiamo chiesto se ci fossero stati fedeli della parrocchia che si fossero lamentati del contenuto del giornale, ci ha risposto solo: Questo non rileva: solo io prendo le decisioni, qui. Questo è quanto.
Sembra, quindi, che questa richiesta sia dovuta all’articolo su Elettra Lamborghini, da noi pubblicato la scorsa settimana. Ebbene, pare che detto articolo sia stato considerato troppo scabroso per i canoni etici dei responsabili della Parrocchia e, quindi, suscettibile di offendere il sentimento religioso e morale dei fedeli.
Preliminarmente, rilevato che il giornale veniva consegnato alla Parrocchia a titolo gratuito e, quindi, non certo per fare alcun business, vorremmo sapere se, effettivamente, la sensibilità dei parrocchiani del St. Helen sia stata davvero tanto offesa e oltraggiata dall’articolo in questione, che, ci teniamo a precisarlo a scanso di equivoci, non riportava alcun contenuto erotico né, tanto meno, alcuna immagine di nudo che andasse oltre i limiti ormai considerati del tutto accettabili da tutta la stampa del mondo.
Le notizie su Elettra Lamborghini, invero, imperversano da settimane sulle pagine di costume e di spettacolo di tutta la stampa italiana senza che nessuno se la sia mai presa con La Repubblica, né con Il Messaggero, né con alcun altro giornale o rotocalco che abbia avuto l’ardire di pubblicare notizie o foto su di lei. È un personaggio noto assurto agli onori della cronaca e, come tale, anche noi lo abbiamo trattato.
Riteniamo quindi assolutamente insensata e ingiustificata – quanto ingiustificabile – quest’azione di ostracismo che ci ha colpiti solo per il fatto di aver dato conto a Voi, cari lettori, di un personaggio pubblico del quale tutti parlano in Italia e persino in Europa (ricordiamo che la Lamborghini ha, tra l’altro, partecipato a un noto spettacolo televisivo spagnolo).
Vorremmo ricordare alla Parrocchia St. Helen e a ogni altra istituzione religiosa e non, frequentate da nostri amati lettori, che – per fortuna – il medioevo è finito parecchi secoli fa.
E, con esso, ci auguriamo di tutto cuore, il sentimento bigotto, dispotico, arrogante e disgustosamente gretto che ha accompagnato, nel corso dei millenni, la sistematica persecuzione di ogni idea e comportamento che non fossero in linea con ciò che le molte istituzioni che si sono autoproclamate titolari del monopolio sulla morale, su ciò che è giusto e su ciò che non lo è, su ciò che è retto e su ciò che è peccato, hanno in progresso di tempo imposto alle persone.
Ciò fino al punto di sterminare chi, a causa delle proprie idee, fosse ritenuto un peccatore o, magari, un eretico.
Ebbene, oggi l’inquisizione e ogni altra forma di coercizione morale sono morte e sepolte. Questo, quanto meno, in questa parte del mondo: sappiamo tutti che esistono ancora luoghi e nazioni in cui, per motivi politici o religiosi, i cittadini non hanno il diritto di esprimersi liberamente e sono costretti a soggiacere a regole ferree imposte da sedicenti tutori della morale, se non vogliono andare incontro a persecuzioni e persino alla morte.
Esattamente come accadeva secoli fa sotto il dominio di quelle stesse istituzioni religiose che oggi hanno tentato di tapparci la bocca.
Non ci stiamo. Non condividiamo questi atteggiamenti assolutistici che hanno, quale unico scopo, quello di mettere a tacere chi la pensa diversamente.
Non li condividiamo e – questa è una promessa, un impegno che prendiamo con Voi, cari lettori – le denunceremo senza dare tregua agli arroganti e ai fanatici di questa o quella confessione, di questa o quella inclinazione politica. E, potete contarci, le combatteremo con tutte le nostre forze.
Viviamo in un Paese laico, libero e democratico nel quale chiunque può liberamente esprimere le proprie opinioni con il solo limite di non recare danno o offesa ad altri: con il solo limite, invero, di non violare la legge. Questo è il Canada, questo è il ventunesimo secolo, questo è il Nuovo Mondo.
E noi non ne siamo solo abitanti, no. Ciascuno di noi ha il diritto e, beninteso, anche il dovere di difendere la propria e l’altrui libertà: libertà di parola, di pensiero e – perché no? –, LIBERTÀ DI STAMPA. Ci piacerebbe conoscere la Vostra opinione al riguardo, cari lettori. Ogni idea e suggerimento saranno ben accetti e, da noi, considerati come il più prezioso dei regali.
E questo, cari lettori, è Il Marco Polo: un giornale laico, libero e indipendente che non consentirà mai a nessuno di dirgli ciò che può o non può pubblicare, ciò che può o non può scrivere. Nel rispetto delle leggi del Canada e nel rispetto della dignità dei nostri lettori NOI SCRIVIAMO E PUBBLICHIAMO TUTTO CIÒ CHE VOGLIAMO! E se qualcuno tenterà di censurarci e di chiuderci la bocca, noi urleremo ancora più forte.
A proposito, crediamo sia opportuno cogliere questa occasione per chiarire anche un altro punto che ci sta davvero a cuore. Dalle pagine di questo giornale intendiamo fa emergere sempre e solo la verità. E ci impegneremo con tutte le nostre energie affinché nessuno, cari lettori, possa aggirare o violare – con la prepotenza o con l’inganno che sia – la regola che costituisce il primo fondamento della nostra e della Vostra libertà, quella con la L maiuscola: DIRE LA VERITÀ. È finito il tempo in cui tutti erano buoni e cari, è finito il tempo in cui non ci si permetteva di criticare questo o quel potente solo perché erano – appunto – potenti e, quindi, influenti nella nostra amata comunità. È finito il tempo degli sconti e dei regali fatti sempre ai soliti noti. Il Marco Polo intende criticare chi merita di essere criticato, intende denunciare pubblicamente chiunque agisca contro quella semplice (ma fondamentale) regola: DIRE LA VERITÀ.
Non giudicheremo mai qualcuno per il colore della pelle, per le sue opinioni, per la sua fede religiosa o politica, per la sua inclinazione sessuale.
Ma, potere starne certi, non faremo sconti alle AZIONI e ai COMPORTAMENTI chi chicchessia. Perché siamo convinti che sia su questo che una persona può e deve essere valutata: su quello che fa (o che omette di fare). E siamo convinti che ciò valga, prima di tutto, per noi stessi: saranno le nostre azioni, saranno i nostri comportamenti a determinare la continuazione del meraviglioso successo di pubblico che stiamo ottenendo.
Non ci resta, cari lettori, che rimanere in attesa di conoscere anche la Vostra opinione su questo e sui molti altri fatti che in progresso di tempo avremo modo di sottoporre alla Vostra attenzione.
Grazie e a presto.
La redazione di Marco Polo

On January 20th 2017, our staff received a phone call from Father Leonardo Rocha of St. Helen’s Parish in Burnaby which indicated that we are no longer asked to bring over any copies of our newspaper to their Church.
The conversation took on an immediate tone of authority. I have the last word, in this church, said Father Rocha to us during the phone conversation. He added, I decided to refuse to accept the paper into the church because of the photo of naked girl on the front page. No one has ever asked you to bring the newspaper to the church: we have never had the intention to buy it and you have it brought here because you wanted to put up a business with us. I asked you to stop handing it to the church because, I repeat, I’m the one in charge here. When asked if there were parishioners who were complaining about the content of the newspaper, Father Rocha replied, I cannot tell you about it, adding, Only me, I make the decisions here. That’s all.
The naked girl referred to by father Rocha was the article we ran two weeks ago Who is Elettra Lamborghini, la Paris Hilton Italiana. This article and its three accompanying photos seem to be considered too much regarding the ethical canons of the priest of the parish and, therefore, have apparently offended the religious and moral sense of the faithful at St. Helen’s Parish. The newspaper has been delivered to the Parish free of charge and has never been a point of business, but instead something simply for our devoted readers within our community. We would like to specify it to avoid misunderstandings, that this article in question reported no erotic content or, even less, no image of anyone naked that went beyond the limits perfectly acceptable by media standards today by all the press in the world. Images of Lamboghini have been featured in many publishing’s as of recent including La Republica and Il Messaggero, among many others. She is a well-known public entity, and as we cover current events, she would be one of them, and we believe we did so justly and not inappropriately.
We are well aware that there are still places and countries where, for political or religious reasons, citizens have no right to express themselves freely and they are forced to be subjected to strict rules imposed by self-styled guardians of morals and political power so as to avoid persecution. We are blessed to live freely in a country where we are understood by church and political figures, and not made to feel ostracized or as breaking rules or exacting business power. We live in a secular country, free and democratic, where anyone can freely express his/her opinions with the limitations of causing no harm or offense to others and in not to violating the law. We exact Freedom of the Press, but do so delicately, with our readers in mind at all times.
Marco Polo is a free and independent newspaper and will never allow anyone to tell us what we can or cannot publish. We vow to always tell the truth in our publishing, and will continue to print what you wish to see, thereby becoming an honest and influential voice for our community. However, we feel this criticism shown to us, is undue judgment that is not deserved, and so we now turn the pen in reply and criticize the reasoning behind this judgment. In doing so, we ask if we have cause, you our readers any offence. Marco Polo would like to hear from you, and ask you to please write us your opinions regarding this situations and the article in question.
We value our readership, and value bringing you the new, and hope that if you are now missing your issue in Burnaby from St. Helen’s Parish, you will understand our circumstances that are apparently beyond our power and desire. We want to bring the news to you, but cannot at this point in time. Please consider this our undue apology, and know that it is our hope to rectify this position in the near future.

Thank you!
Marco Polo Team

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3 risposte a “Local Parish Pulls Newspaper For Readers Due To Archaic Views Of Indecency

  1. Parioshioners were offended, Fr. Leo was correct in asking for publication to be removed for a short period of time.

    In my opinion, Newspapers are not needed in church

    • Thank you for your comment. Why the newspapers are not welcomed to the church? This newspaper is a community one and our mission is to inform the Italian-Canadian Community. Fr. Leo restricted a Constitutional right!

  2. Never saw the picture so I cannot commen on that. I could see some people taking offense depending on what it was. You bring up some great points here. The parish could benefit from promoting unity and tolerance. I have always questioned what message is beng given by the parish having a small remembrance to victims of abortion. New italian immigrants do not go to church as much and this tends to be a very conservative parish compared to others, no liberation theology here.

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