L’Italia e nel baratro

Di Massimo Lodato
A cinque mesi dal devastante terremoto di fine agosto, ieri 18 gennaio, l’intero Centro Italia è stato sconquassato da 4 forti scosse di magnitudo compresa tra 5,1 e 5,4 (pari a quelle del terremoto dell’Aquila del 2009 e di Amatrice di agosto e ottobre), che hanno risprofondato nell’incubo il Lazio, l’Abruzzo, l’Umbria e le Marche. L’epicentro delle prime due scosse è Montereale, fra L’Aquila e Rieti. I comuni entro 10 chilometri sono Capitignano, Campotosto, Amatrice e Cagnano Amiterno. Rispetto ai capoluoghi e a Roma, la scossa è avvenuta 28 chilometri a sud-ovest di Ascoli Piceno, 36 chilometri a nord dell’Aquila e 111 chilometri a nord-est della Capitale. Il terzo terremoto è stato registrato dalla rete sismica più a sud di circa 10 chilometri rispetto alle due scosse precedenti. Il Comune più vicino è Capitignano, in provincia de L’Aquila. La quarta scossa ha avuto epicentro nella zona di Campotosto, nell’aquilano. Il bilancio, per ora, è di un morto e un disperso. La vittima, in particolare, un uomo di 83 anni, è stata sepolta dalle macerie della sua stalla a Valle Castagno, nel Teramano. Risulta inoltre disperso un uomo travolto da una slavina ad Ortolano, frazione di Campotosto in provincia dell’Aquila. Molte delle zone colpite sono intrappolate sotto una spessa coltre di neve e di gelo che, in alcuni casi, arriva a coprire le abitazioni e gli edifici sbriciolati dal terremoto rendendo ancora più difficile portare soccorso ai superstiti che, di fatto, sono imprigionati in una sorta di doppia trappola costituita dalle macerie delle loro case e dalla abbondantissima neve che le ricopre. Questo è, ad esempio, ciò che accade nell’hotel Rigopiano a Farindola, in provincia di Pescara e alle pendici del Gran Sasso, che ieri è stato travolto da una colossale valanga mentre, al proprio interno, erano presenti almeno 20 turisti – compresi due bambini – e 7 dipendenti. L’hotel è, quindi, crollato per il sisma e, subito dopo, è stato sommerso dalla neve. Due persone che si trovavano all’esterno sono state messe in salvo ma la Protezione Civile, la cui azione di soccorso è ostacolata da una bufera di neve e da altre slavine che hanno trascinato sulla strada alberi e pietre, ha fatto sapere che ci sono molti morti. Un gruppo del soccorso Alpino ha dovuto raggiungere l’albergo sciando, in condizioni proibitive e per molte ore, nella neve fresca di almeno due metri di spessore e nel permanere del continuo rischio di altre valanghe. Al momento, comunque, dentro l’albergo risultano esserci 30 dispersi. Ad Amatrice, tra gli altri crolli che hanno interessato molti edifici già fortemente danneggiati dalle scosse di agosto e ottobre, è definitivamente e completamente crollato il campanile della chiesa di Sant’Agostino che costituiva un simbolo della strenua resistenza delle comunità del centro Italia all’immane sciagura che le ha falciate e prostrate negli ultimi mesi. Le 4 forti scosse di ieri sono state percepite distintamente anche a molte decine di chilometri di distanza. A Roma, i moti sussultori e ondulatori hanno messo in crisi le strutture di molti servizi pubblici, a cominciare dalle linee A, B e B1 della metropolitana, rendendone necessaria la sospensione per consentire i necessari accertamenti. Questo ha mandato in tilt la circolazione per l’intera giornata. Inoltre, numerose scuole – pur in assenza di una disposizione del Campidoglio – hanno deciso di mandare a casa i bambini. Le scosse di terremoto che hanno colpito il Centro Italia negli ultimi 5 mesi sono più di 45 mila! Di queste, ben 25 hanno avuto magnitudo superiore a 4,5 gradi. La peggiore è stata quella del 30 ottobre, con magnitudo di ben 6,5 gradi.

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