Poesia contemporanea italiana: La complessa ispirazione poetica di Sandro Angelucci

di Anna Ciampolini Foschi
Tramite la poetessa Anna Vincitorio, comune amica di lunga data, ho potuto avvicinarmi all’ opera letteraria di Sandro Angelucci, o almeno a parte di essa, perché Angelucci ha pubblicato una serie di raccolte poetiche che sono state oggetto di studio e recensioni da parte di molte voci importanti del panorama letterario italiano. Nel corso degli ultimi sedici anni, Angelucci, poeta, critico letterario e saggista che vive e insegna nella sua città natale di Rieti, ha infatti pubblicato numerosi volumi: “Non siamo nati ancora” (Sovera Ed.), “Il cerchio che circonda l’infinito” (Book Ed.) e “Verticalità” (Book Ed.) usciti rispettivamente nel 2000, 2005 e 2009 e, nei quaderni letterari de “Il Croco”, le raccolte “Appartenenza” (2006) e “Controluce” (2009). L’ ultima sua opera, ”Si aggiungono voci”, dopo un breve scambio di corrispondenza con l’ autore, mi è giunta per posta qualche giorno fa.
“Si aggiungono voci” (Edizioni Lieto Colle. 2014) è composto da due sezioni, “Icaro” e “Il grande respiro” che sviluppano i temi cari all’ autore in un fluido divenire emotivo e spirituale, in un mosaico di intuizioni ed emozioni che scaturiscono da una spiritualità profonda, da una compassione autentica e vissuta attivamente anche a livello dei minimi avvenimenti del quotidiano che possono riferirsi alla morte ingiusta di un animale o alla riflessione sul potere del sogno: <>. (Da <> p.49).
Una poesia non facile quella di Angelucci, un universo complesso in cui confluiscono temi, ricerche ed esplorazioni che si riconducono a fondamentali interrogativi esistenziali e all’aspirazione, insita nell’ uomo, verso un mondo e una esistenza in maggiore sintonia con la Natura e con il senso del Divino, per poter comprendere, mediare e superare anche certi aspetti tragici dell’ esperienza umana. Il lettore non si aspetti di poter sfogliare questo volume distrattamente, cercandovi un momento di evasione. La poesia di Angelucci richiede un confronto con noi stessi, con i nostri valori e i nostri pregiudizi, apre un orizzonte su visioni di cui forse vorremmo essere anche noi i visionari.
Alcune poesie tratte da: Si aggiungono voci (Angelucci. S., Edizioni Lieto Colle. 2014)

Nel sangue aveva le tormente
In morte dello scoiattolo canadese

Ti ho dato tanto.
E avrei potuto darti molto di più.
Non rinchiudendoti in quella gabbia
per esempio.

Mi hai dato tanto.
E avresti potuto darmi
ciò che sembra irraggiungibile
se solo ci fossimo incontrati
nelle tue foreste.
Liberi:
Tu di saltare da un ramo all’ altro,
io di non comprarti.

Non è successo
ma non di meno ti sento e credo vivo.
Con rabbia,
con una forza insolita, indicibile
ho fatto un buco nella terra.
E ti ho protetto
dal gelo della morte,
tu, che nel sangue avevi le tormente.

Il corpo senza vita di mia nonna.
Soltanto allora seppi del dolore.
Tutto rinasce – oggi l’ hai ribadito –
se muori di un amore che non scegli.

Feluche
Sono feluche adesso queste ore,
che navigano mari
d’altri mondi.
È tempo, questo tempo,
che non conosco.
Sono momenti questi
di grazia commovente
di una fragilità che impreziosisce
la vena luminosa del cristallo.
Ed io, che torno nuovamente
a percepirmi eterno
su legni
che sfidarono gli scogli,
naufrago aspetto, a terra,
il prossimo vascello.
Una vela, una feluca,
un vento.
Una promessa:
il segno del viaggio
un senso di partenza

Ustioni
Una medusa
strappata al sogno del suo mare,
lasciata in agonia
sulla sabbia arroventata.
È cosÌ, sempre
che credendo di fuggire le punture
ci ustioniamo.
Siamo vittime e carneficid
di un pensiero
che rasenta la follia
che svuota il corpo
che toglie trasparenza all’ armonia.

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