Insieme fino alla fine

Non importa a che ora un appassionato di calcio si deve svegliare per vedere giocare la propria squadra nazionale, soprattutto se si parla di una competizione come gli UEFA Euro 2016. Non importa nemmeno in quale parte del mondo gli italiani si trovino. Il calcio e’ una cosa seria ed e’ un momento di condivisione, quel giusto misto di emozioni e logica calcistica che appassiona, lega e travolge non solo le vite e le conversazioni della maggior parte degli italiani.
Infatti il bar “Abruzzo” nella little Italy di Vancouver in Commercial Drive, poco prima delle sei del mattino era gia’ pieno e varipinto dalle coloratissime e numerose magliette azzurre, che davanti a tazze di cappuccino e caffe’ latte con cornetto erano pronte ad intonare con i calciatori e i pochi spettatori italiani presenti nell’assolato stadio francese l’inno nazionale. Alcuni sono in piedi intorno al tavolo, mano sul cuore snocciolando ogni verso di “Fratelli d’Italia”, mentre altri ne solfeggiano soltanto timidamente la melodia. Ci si sente tutti fratelli, tutti connazionali in momenti come questo. Ci sono italiani di ogni eta’ e generazione, non mancano neppure le signorine, tutti si sentono legati dal fatto che sono li’ per vedere una partita non solo vincente per l’esito del puntaggio, soprattutto con un’alta prestazione di gioco. Le aspettative dei presenti sono alte, noi siamo stati campioni piu’ di una volta e dobbiamo tenere alto la fama calcistica internazionalmente. Fischio d’inizio, tutta l’attenzione dei presenti e’ sui tre schermi che proiettano la partita in italiano in ogni parte della stanza, e subito partono i commenti da ogni parte dell’affollato bar, in diversi dialetti, accenti. Partono le risate per i commenti del telecronista italiano che sottolineava ironicamente il silenzio improvviso dei numerossimi tifosi svedesi nel secondo tempo, che avevano smesso di cantare perche’ preoccupati dell’improvviso gioco d’attacco degli azzurri. Si sentono nel bar i consigli ai calciatori su in che punto il piede deve calciare una palla senza mandarla in aria, le parole di benedizione a Buffon, che per fortuna le prende quasi tutte!
Franco e suo figlio, hanno portato la bandiera, grande, vissuta e pronta ad essere innalzata. Sono sicuri che vinceremo, aspettano come gli altri impazientemente. Come tutti noi in quel bar del resto. Tirati su all’alba perche’ assetati di vedere anche un solo goal, ma quello preciso e inaspettato, folgorante e spietatamente imprendibile.
Il tempo passava, il risultato non cambiava, ma la speranza non calava; ormai a pochi minuti dalla fine e dopo aver superato il trauma della traversa di Parolo, finalmente tutto il fiato trattenuto e i muscoli tirati per la pressione nello stare seduti aspettando quel momento, esplode. Si salta dalle sedie e ci si scambia sguardi felici, urla di gioia e abbracci! Insieme fino all’ultimo nel condividere questa prima mattinata sapendo che ci si rivedra’ alla prossima partita per replicare questa gioia.
Forza Azzurri e “cornuto”! all’arbitro per il cartellino giallo dato a Buffon al 93’, ammonito per perdita di tempo.  Ma vala’!!

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