20 maggio 2012: Terremoto nella Bassa Quell’alba che ha cambiato le nostre vite

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Alle 4,03 una scossa di magnitudo 5.9 distrugge case, aziende, secoli di storia.
Così lontano e così vicino. Ogni anno arriva il momento di fare i conti con il calendario. Con la notte e l’alba del 20 maggio di quattro anni fa. E la memoria corre. Dove eravate quella notte? Cosa stavate sognando alle 4,03 del 20 maggio 2012? C’erano bimbi che il giorno dopo dovevano fare la Comunione? Famiglie pronte per il pranzo. Una gita. E dopo? Rimontate il filmato della vostra vita di quel giorno.
Fate un salto nel passato e fermatevi a riflettere. Ricordare. Ogni anno e per tutta la nostra, vostra vita, il calendario vi riporterà con la mente, con il batticuore, con gli incubi, con le lacrime, con la forza della disperazione e del coraggio della rinascita di noi Modenesi e Emiliani a quelle lancette ferme alle 4,03. Da quattro anni non c’è giorno o quasi che la Gazzetta non dediche pagine, titoli o anche poche righe al libro che il terremoto ha iniziato a scrivere nella nostra vita.

IL DOSSIER: TERREMOTO IN EMILIA

Pagine drammatiche, tragiche, poi di solidarietà, speranza, polemiche, sorrisi per porte di casa e aziende che riaprono. Pagine di ricostruzione e di inchieste scoperchiate su chi sul terremoto, sulle tragedie, voleva fare affari. Sporchi. Un libro che si è preso pagine della nostra vita.

LO SPECIALE: TUTTI I VIDEO

Ma siamo qui. L’Emilia e la Bassa Modenese si stanno rialzando pur dovendo fare i conti anche con la più grave crisi economica dal dopoguerra ad oggi. E noi, come promesso, ci saremo fino all’ultima pagina di questo libro che nessuno avrebbe voluto scrivere. (Gianluca Pedrazzi)

COME ERA NEL 2012, DOVE SIAMO NEL 2016 COSA C’E’ ANCORA DA FARE

In questo speciale abbiamo cercato di tracciare un quadro di quello che è stato fatto in questi 4 anni da quelle due tragiche giornate del 20 e del 29 maggio 2016. Di lavoro da fare ce n’è ancora tanto, la ricostruzione non è completata. Ma al tempo stesso non si può dire che la Bassa e l’Emilia Romagna non siano ripartite.
BILANCIO DELLA RICOSTRUZIONE. A quattro anni di distanza, 19mila cittadini hanno ripreso possesso delle loro case e 25 paesi del cratere su 60 hanno quasi completato la ricostruzione. Sono alcuni dei primi risultati degli interventi post sisma messi in atto dalla Regione. Un bilancio che fotografa la situazione attuale di abitazioni private, patrimonio immobiliare pubblico e imprese danneggiati dal terremoto.

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